Concepita su richiesta dell’influente importatore europeo di auto con sede a New York Max Hoffman, la Porsche 356 Speedster sintetizzava la filosofia di design della giovane azienda nella sua essenza più pura. Con un prezzo di soli 2.995 dollari, la Speedster non era solo la Porsche più economica, ma anche la più essenziale – e conquistò rapidamente il favore degli appassionati che ne apprezzavano la filosofia del «meno è meglio»: meno equipaggiamento, meno peso e un legame più immediato tra auto e guidatore.
Nel 1956, la Speedster si era ormai affermata sia come un punto fermo della cultura automobilistica sportiva americana sia come una potente arma nelle gare tra club; il suo affascinante mix di raffinatezza, resistenza e puro piacere di guida contribuì a definire un modello che Porsche avrebbe riproposto più volte nei decenni a venire.
L’esemplare qui proposto, telaio 82534, ha vissuto proprio quel tipo di vita attiva per cui lo Speedster era stato concepito. Originariamente verniciato di bianco (codice 603), fu consegnato nel settembre 1956 al militare statunitense Borghild Johnston, residente in Ohio, mentre era di stanza in Germania. Secondo le annotazioni presenti nel libretto di manutenzione originale dello Speedster, l’auto è stata sottoposta sia alla revisione dei 1.000 km che a quella dei 20.000 km presso centri di assistenza Porsche in Germania nel 1956 e nel 1957. Sembra che il signor Johnston abbia spedito l’auto a casa al termine del suo incarico, poiché anche il proprietario successivo registrato era residente in Ohio, e probabilmente l’auto è rimasta lì fino ai primi anni ’80. Una serie di proprietari residenti nel Massachusetts si è succeduta alla guida della Speedster fino a quando, nel 1997, l’auto è stata acquistata dal noto appassionato e concessionario locale Stephen Serio.
Le ricevute contenute nel fascicolo allegato, relative a interventi di manutenzione, riparazioni e miglioramenti effettuati mentre l’auto era di proprietà di Serio fino al 2010, testimoniano la sua intenzione di realizzare un’auto da evento ideale, un impegno che sarebbe proseguito per diversi anni. I lavori hanno compreso una riverniciatura nell’attuale colore Slate Gray, un rifacimento degli interni in pelle color cardinale, nonché la revisione e l’installazione di un motore Super 90 del 1960, n. 801093, che si trova ancora oggi nell’auto. Il motore originale della Speedster, n. 62704, è ancora presente sull’auto ed è incluso nella vendita. A questo punto, era stato reperito, restaurato e montato sull’auto un set originale di cerchi Rudge con chiusura centrale, completandone l’aspetto attuale e le ambite specifiche. Inoltre, la Speedster è ora dotata di un impianto elettrico a 12 volt, una scatola dello sterzo ZF, fari antinebbia adeguati, un serbatoio da 80 litri, un hardtop in stile Glasspar, un volante VDM con corona in legno, un sedile posteriore ribaltabile a tutta larghezza, bagagli su misura, scarico Abarth, kit barra antirollio Willhoit, strisce paraurti in stile GT e linee decorative laterali in alluminio.
Grazie al maggiore comfort offerto dai sedili in stile coupé, presenti anche sulla copia Kardex della Speedster, oltre alla miriade di piccoli miglioramenti troppo numerosi per essere elencati, il signor Serio potrebbe aver creato una delle Speedster più appaganti da guidare in occasione di eventi di lunga durata, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche o dal tipo di strada. Durante i suoi numerosi periodi di proprietà, ha attraversato due volte gli Stati Uniti continentali con l’auto: la prima volta per partecipare alla Monterey Car Week nel 1998, poi tornando sulla costa centrale della California nel 2004 per il raduno in occasione del 50° anniversario della Speedster a Carmel Valley.
Corredata dai certificati Porsche e Reutter, dal libretto di manutenzione originale, dalla documentazione storica, dalle tendine laterali, dai cerchi con codice data luglio 1956 e da una serie di ricambi, questa Speedster dai dettagli curatissimi unisce una documentazione completa a una storia di utilizzo appassionato: un’occasione perfetta per godersi una delle creazioni più pure di Porsche proprio nello spirito per cui è stata concepita.
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