Per chi volesse approfondire la storia di questa vettura, ecco qualche dettaglio in più. Torniamo al 2004: mio padre era alla ricerca di una GT3 di prima generazione, in particolare della versione Clubsport, un modello che avevamo visto in numero limitato nei tre-quattro anni precedenti. La prima l’avevamo vista durante un evento del Porsche Club nel settembre 1999, una delle primissime consegnate in Italia, una Clubsport argento. Con la presentazione della Mk2, i fari furono aggiornati al restyling della 996, furono aggiunti 21 cavalli, ma andò perso il bellissimo alettone posteriore che caratterizzava la primissima GT3: la nuova versione non ci piaceva affatto, tutti pensavano che assomigliasse a un „tavola da stiro“!
Mio padre chiamò allora suo cugino Ignazio, all’epoca responsabile delle vendite presso il Centro Porsche di Padova (Porsche Italia), che aveva a disposizione una Clubsport in Polar Silver, leggermente elaborata per l’uso in pista, che potenzialmente sembrava la scelta giusta. Pochi giorni prima di andare a Padova a vederla, Ignazio informò mio padre che era in arrivo una seconda Clubsport in arancione perlato; non eravamo nemmeno così interessati all’arancione, tanto che l’auto rimase pubblicizzata solo per pochi giorni sul sito del Centro Porsche (abbiamo salvato un paio di foto dell’annuncio, che ripubblichiamo qui).
Per contestualizzare la nostra scelta, ricordiamo che il mondo automobilistico dei primi anni 2000 era tutto incentrato sul “grigio metallizzato”; i colori vivaci non erano ancora tornati di moda.
Poi, nel pomeriggio di sabato 8 maggio 2004, una rivelazione: siamo arrivati in Corso Stati Uniti a Padova (Porsche Italia era chiusa, o meglio, aperta solo per noi) e siamo andati ai garage sul retro dove Ignazio ci ha aperto un doppio garage, dove erano parcheggiate entrambe le GT3: la Polar Silver e la “Zanzibar Red” – il nome ufficiale dell’arancione – come potete immaginare, la scelta è proprio davanti ai vostri occhi! Abbiamo ancora le fotografie di quel pomeriggio (allegate qui).
Non abbiamo nemmeno guardato l’altra GT3 “Polar Silver” per un minuto – col senno di poi, per fortuna – e ci siamo subito innamorati di questo modello acquistato nuovo da un cliente di lunga data del Porsche Padova Center, il signor Edoardo Mion, il 28 febbraio 2000, anche se l’auto era stata fatturata a Porsche Italia il 20 ottobre 1999. Il cliente la stava sostituendo con la nuova Clubsport Mk2, nera (una scelta di cui in seguito si pentì, come abbiamo appreso) e mio zio ce l’ha offerta perché ne conosceva le eccellenti condizioni, con un colore molto raro, ma soprattutto mai utilizzata in pista e mai maltrattata: il cliente, attratto dagli ultimi modelli di Stoccarda, l’aveva acquistata al volo dopo aver visto le foto della presentazione, attratto dal nuovo modello che era molto sportivo ma anche utilizzabile su strada. Il cliente non aveva mai nemmeno ritirato dal concessionario il roll-bar anteriore, le cinture di sicurezza a sei punti e l’estintore, che venivano forniti a chi sceglieva l’allestimento “003, Clubsport”.
L'auto aveva 29.000 km sul contachilometri, era ancora in garanzia ed era stata revisionata dal Centro Porsche di Padova. Essendo venduta come auto "Used Porsche Approved", la politica aziendale richiedeva che l'auto fosse priva di qualsiasi difetto di verniciatura, quindi i piccoli graffi da autostrada sul paraurti anteriore e sulla parte anteriore del cofano furono rimossi al momento della consegna.
Il giorno della consegna, sabato 29 maggio 2004, non ero a Padova perché ero al liceo, e mio padre mi aveva tenuto all’oscuro di tutto, solo per farmi una sorpresa quando fossi tornato a casa! Era l’auto perfetta per noi, con tutto ciò che ci aveva fatto amare prima la 2.7 Carrera RS e poi la 964 Carrera RS: aveva anche l’aria condizionata, che la rendeva molto più confortevole delle sue predecessori, oltre a una radio che a volte accendevamo per ascoltare musica, anche se il suono del motore della GT3 era davvero melodico, specialmente oltre i 5500 giri/min. Per chi avesse dubbi sull’affidabilità, è importante sapere che il motore della GT3 non ha nulla a che vedere con quello della normale 996; si tratta di un motore a carter secco derivato dalla GT1, a sua volta derivato dai motori da corsa della 964 e della 993.
All’inizio la usavamo per numerose gite nel fine settimana sugli Appennini o per andare in pista. Uno dei primi viaggi fu per partecipare al raduno Porsche a Interlaken nel settembre 2004. Quando fu acquistata, non avevo ancora la patente, quindi i miei primi ricordi sono solo da passeggero: finalmente, il 20 marzo 2005, con la tanto attesa patente in tasca, io e mio padre partimmo per Balocco, il circuito di prova della Fiat, dove avrei dovuto partecipare all’Autosprint Drivers Selection per gareggiare con le Mazda MX5. È stata la prima Porsche che ho guidato su strada, e ricordo perfettamente l’emozione di quel lungo viaggio, andata e ritorno in Piemonte, che è stata anche la prima volta in assoluto che ho guidato in autostrada!
Possedere una GT3 Clubsport e non guidarla in pista è quasi un crimine: non abbiamo resistito e l’abbiamo utilizzata per due sessioni di mezz’ora a Misano nel maggio 2005, due sessioni a Imola nel settembre 2009 e due ore a Nardò nell’ottobre dello stesso anno. Totale: 4 ore di pista in 26 anni.
Eravamo così entusiasti di questa auto che, poco dopo l'acquisto, abbiamo convinto tre amici a comprare tre 996 GT3, tutte in Polar Silver, il colore più popolare all'epoca. Dopo circa 20.000 chilometri, tutti coperti da garanzia poiché avevamo esteso la garanzia Porsche Approved fino al decimo anno di vita (il massimo possibile), abbiamo venduto la nostra GT3 a un caro amico che l'aveva vista parcheggiata nei paddock dei circuiti e ce la chiedeva sempre. Nel 2011 è diventata sua per circa cinque anni, prima di tornare da noi nel 2016 e poi essere venduta nel 2020 a un cliente che l’ha sempre tenuta nel nostro deposito.
Durante tutti questi anni, oltre alla normale manutenzione presso le officine ufficiali, sono state apportate alcune modifiche: la prima è stata l'installazione – nel 2006 – della leva del cambio corta (pur mantenendo quella originale), mentre nel 2012 il nostro amico ha affidato l'auto al Porsche Pedrengo Center di Orlando Redolfi per aumentare leggermente la taratura del differenziale a slittamento limitato e renderne l'assetto più sportivo, pur mantenendo tutti i componenti originali.
Di seguito è riportata la decodifica dei codici opzionali:
– Pacchetto Clubsport, realizzato nel reparto Motorsport di Weissach;
– Radio Porsche CDR-22;
– climatizzatore;
– batteria rinforzata;
– filtro a carboni attivi;
– predisposizione radio con 4 altoparlanti e antenna integrata.
Il motore Metzger da 3,6 litri eroga 360 cavalli, sufficienti per i meno di 1.300 chilogrammi della GT3 Clubsport. È più leggera grazie agli interni semplificati, ai sedili avvolgenti in tessuto ignifugo, agli interruttori della batteria interni ed esterni, all'assenza di airbag laterali e a una batteria leggera. A parte l'ABS, non ci sono altri ausili elettronici; tutto è puramente meccanico: un sistema frenante specializzato, un differenziale a slittamento limitato, un cambio con rapporti specifici, sospensioni regolabili e il già citato motore a carter secco.
L'auto, che ora ha meno di 60.000 km all'attivo, è stata recentemente sottoposta a manutenzione e ispezione: è pronta per passare nelle mani di un nuovo proprietario che sappia amarla tanto quanto noi.
Sopra il video test „PerchèComprarlaClassic by Motor1.com
Le foto a bassa risoluzione che vedete sono foto digitali d'epoca che ripercorrono la storia dell'auto.