L’idea che errori di marketing possano trasformarsi in oggetti da collezione di nicchia è da tempo uno degli archetipi narrativi più affascinanti del settore automobilistico di nicchia, come dimostra egregiamente la Porsche 356 Continental. Originariamente concepita come variante americana della 356, la Continental fu oggetto di una diffida da parte della Ford Motor Company (per tutelare i diritti sul marchio Lincoln Continental), che a sua volta portò la Porsche ad abbandonare completamente quel nome. Grazie al loro carattere anomalo e alla loro notorietà storica, le Continental sono diventate oggetti da collezione molto ambiti, superando il prestigio delle 356 con marchio standard di quel periodo.
Ma ancora più rara della Continental, e a margine della stessa storia, è la versione “European”. Secondo la leggenda, quando i vertici della Porsche decisero di smettere di commercializzare le auto destinate al mercato americano con il marchio Continental, si ritrovarono con una piccola scorta di auto già predisposte per montare i badge “Continental” con il nome in corsivo sui parafanghi. Queste auto ricevettero invece targhette con la scritta “European” nella stessa posizione. Questi esemplari con il marchio “European” destinati all’America erano talmente rari che attualmente ne sono registrati solo 31 nel registro online “356 European Registry”; di questi, solo quattro sono cabriolet.
Questo splendido esemplare della rara versione europea vanta una breve catena di proprietari e un restauro quinquennale effettuato negli anni 2010 da specialisti Porsche. Secondo le tradizionali tabelle di produzione compilate dal dottor Brett Johnson per i suoi libri fondamentali sulla 356, il numero di telaio 61064 è numericamente il 64° delle prime 69 vetture la cui costruzione iniziò alla fine del 1955 con la nuova carrozzeria cabriolet T1 di seconda generazione di Reutter, di cui gli esemplari destinati al mercato europeo costituivano un sottoinsieme molto più ristretto.
In base alle informazioni contenute in un Kardex e in un certificato di autenticità Porsche presenti in archivio, la 356 A fu completata nel gennaio 1956, equipaggiata con fari a fascio sigillato e strumentazione in miglia, e rifinita con vernice blu acquamarina. Secondo una storia aneddotica, la 1600 fu venduta nuova a un medico di Palo Alto, in California, prima di passare a un altro appassionato residente nella California settentrionale. Nel 1979, il secondo proprietario vendette la cabriolet a Ted Lyman, residente a Oakland, il quale, secondo quanto riferito, ne rimase in possesso per un periodo straordinario di 35 anni.
Nel settembre 2014, il signor Lyman ha venduto la Porsche a Terry Spaeth di Williamstown, nel Massachusetts, il quale ha presto commissionato un restauro completo allo specialista del marchio Bruce Baker di Collegeville, in Pennsylvania. Come rivelano numerose fatture presenti in archivio, il signor Baker ha supervisionato un intervento di restauro completo che ha richiesto cinque anni per essere portato a termine. Questo intervento ha compreso la revisione del motore tipo 616/1 con numeri corrispondenti, eseguita dalla Wills Werks di Eric Wills ad Alexandria, in Virginia, e la revisione del cambio transaxle tipo 519, fedele all’epoca, effettuata dalla 356 Enterprises di Vic Skirmants a North Branch, nel Michigan. Lo specialista John Jenkins ha revisionato i carburatori Solex, mentre Trevor Marshall ha effettuato gli interventi di correzione sulla carrozzeria.
L’esterno è stato riverniciato nella splendida tonalità originale di blu acquamarina da Jack Stine, mentre gli interni sono stati rifiniti da Autobahn Interiors con rivestimenti in pelle rossa. Dennis Frick della Europa Macchina, con sede nella vicina Lewisberry, in Pennsylvania, si è occupato dei dettagli di finitura, come le guarnizioni e la regolazione della capote.
È stata prestata grande attenzione alla riproduzione dei dettagli autentici dell’epoca delle prime cabriolet T1, quali il singolo tubo di scarico con terminale cromato, l’anello del clacson a cerchio intero, i tergicristalli SWF originali e un’antenna Hirschman nuova, originale e d’epoca, proveniente dalla Germania. Dopo il completamento del restauro nel 2021, la Porsche è stata esposta in una manciata di eventi locali, tra cui The Bridge (un evento su invito a Bridgehampton, New York), Sunday in the Park e il Lime Rock Concours d’Elegance.
Da quando è stata acquisita dalla Boeckmann Collection nell’agosto 2022, la 356 A ha trascorso gli ultimi quattro anni in un deposito climatizzato, pur rimanendo esposta. Questa esclusiva versione europea è accompagnata dal manuale d’uso originale, dal prospetto di vendita e da un kit di attrezzi contenuto nella rara custodia in vinile bicolore. Documentata da un Kardex, un certificato di autenticità Porsche (COA), un precedente atto di vendita e titolo di proprietà, nonché fatture e foto del restauro, questa elegante cabriolet T1 di prima generazione è, con i suoi emblemi europei, una delle versioni più rare della 356. Per gli appassionati collezionisti di Stoccarda alla ricerca di sottovarianti insolite di importanti modelli Porsche dei primi anni, difficilmente potrebbe esserci un’offerta più allettante di questa, un affascinante esempio di passo falso di marketing trasformato in un autentico oggetto da collezione.