Completato il 3 marzo 1958, questo esemplare, con telaio 550A-0141, è tra le ultime 550A Spyder costruite e vanta un’affascinante storia agonistica. Consegnato tramite Porsche Salisburgo, fu acquistato nuovo dal compositore, pianista concertista e pilota affermato austriaco Ernst Vogel, uno dei più importanti piloti privati Porsche dell’Austria negli anni ’50. Già ben noto per i successi ottenuti al volante di una 550 Spyder, Vogel scelse naturalmente di passare all’ultima generazione di vetture Porsche, rappresentata proprio da questa 550A.
Durante la stagione del 1958, Vogel affermò la 0141 come una delle auto da competizione di maggior successo della regione. Tra i suoi risultati più brillanti vi fu una vittoria assoluta al Gran Premio di Opatija in Jugoslavia, dove l’agile Porsche dimostrò la propria superiorità contro vetture sostanzialmente più potenti. Vogel conquistò inoltre vittorie di classe a Zeltweg e Innsbruck in Austria, che lo aiutarono ad aggiudicarsi il Campionato austriaco 1958 per le auto sportive da 1,5 litri.
Oltre alle gare, nel novembre 1958 Vogel tentò anche di stabilire un record di velocità con la 0141 su un tratto chiuso di autostrada vicino al confine tra Germania e Austria. Registrò una velocità media di 218,182 km/h (135,27 mph), calcolata sulla media di due prove con partenza lanciata in direzioni opposte su una distanza di 1 km. Questi risultati furono riconosciuti dalla stessa Porsche, e negli archivi è conservata una copia di un poster Porsche del 1958 che celebra questi record, in cui si sottolinea che Vogel stabilì otto record nazionali e quattro record assoluti di velocità in Austria.
Dopo la sua straordinaria campagna europea, il telaio 0141 tornò alla Porsche KG di Stoccarda, dove, secondo quanto riferito, fu sottoposto a revisione prima di essere esportato negli Stati Uniti. Lì fu acquistato e utilizzato in gara dal noto concessionario Porsche e affermato pilota Harry Blanchard, uno dei primi e più influenti piloti privati Porsche in America. Blanchard gareggiò con successo con la Spyder nelle competizioni dello Sports Car Club of America, arricchendo ulteriormente il suo già impressionante palmares agonistico.
Secondo quanto riferito, la Porsche passò successivamente nelle mani del rispettato concessionario Porsche Chuck Stoddard prima di essere acquistata dall’appassionato Joel Neshkin, che continuò a gareggiare con la Spyder nelle competizioni d’epoca. Mentre Neshkin era al volante della 0141 in una gara a Road Atlanta, fu urtato da una Corvette e
fu costretto al ritiro. Ripose temporaneamente la Porsche danneggiata a casa sua, ma una perdita di carburante dall’auto fu incendiata dalla fiamma pilota della stufa a gas di casa sua. L’incendio causò danni tali da rendere necessaria la sostituzione della carrozzeria anteriore della 0141. Tuttavia, Neshkin continuò a gareggiare con l’auto, sebbene ora con una carrozzeria Devin in fibra di vetro.
Steve Terrien di Issaquah, Washington, appassionato di lunga data delle Porsche a quattro camme, acquistò la Spyder quasi 40 anni fa tramite l’esperto di quattro camme Jim Wellington presso la Rennsport Werke in California nel 1986, e si è dimostrato un custode eccezionalmente devoto di questa vettura di importanza storica. L’attuale carrozzeria in alluminio della Porsche è stata ricreata dai rinomati fratelli Kimmins dell’Arizona, utilizzando una dima in legno da loro realizzata a partire dal telaio 550A-0135. Secondo i documenti in archivio, lo stesso modello sarebbe stato successivamente impiegato nella ricostruzione della carrozzeria del 550A-0129, oggi parte della collezione del Museo Porsche. Terrien era talmente soddisfatto del risultato che ha lasciato l’auto in alluminio lucido per decenni, proprio per mettere in risalto il lavoro dei fratelli Kimmins.
Tra gli interventi di restauro più significativi intrapresi durante il periodo in cui Terrien ne era proprietario vi fu una revisione meccanica, che incluse il cambio trasversale e il motore a quattro camme dell’auto, eseguita dal rinomato specialista Porsche Bill Doyle intorno all’anno 2000. Questo intervento è documentato da fatture e registrazioni dettagliate presenti in archivio. Il motore della Spyder reca il numero P90-108.
Nell’ultimo anno, la Porsche è stata verniciata nella sua tonalità originale argento metallizzato da uno specialista con sede a Seattle ed è stata dotata di rivestimenti interni beige provenienti dalla Germania, dello stesso colore specificato in origine. Gli esperti della Griot’s Motors di Seattle hanno poi ricreato con grande cura l’aspetto da competizione della Spyder del 1958, compresi i numeri di gara dipinti a mano con maestria utilizzando la vernice One-Shot, identici a quelli visibili nelle fotografie d’epoca delle competizioni. A completare questa presentazione c’è una targa anteriore in stile europeo, realizzata con grande maestria utilizzando un progetto CAD per riprodurre la targa distintiva montata dalla Spyder durante la sua carriera agonistica in Austria. Il risultato è una presentazione evocativa che rende omaggio a uno dei periodi più significativi nella vita dell’auto. Ad aumentare il fascino della Porsche contribuisce un archivio di fotografie d’epoca che ritraggono il telaio 0141 durante la sua carriera agonistica; l’auto è inoltre documentata da fatture meccaniche, registri e corrispondenza.
Poche automobili incarnano gli anni formativi della Porsche in modo così completo come la 550A Spyder. Il modello ha contribuito a definire la filosofia ingegneristica che avrebbe portato la Porsche al dominio internazionale nelle competizioni automobilistiche per i decenni a venire. Il telaio 0141 rappresenta al meglio questa eredità: è una delle ultime 550A costruite, guidata con successo da uno dei principali piloti privati austriaci alla guida di una Porsche, schierata in gara da un importante pioniere americano della Porsche e custodita con cura da Steve Terrien per quasi quattro decenni. Purtroppo, il signor Terrien è venuto a mancare nel 2025 e l’auto viene oggi messa in vendita dalla sua famiglia. Idonea ai più prestigiosi concorsi d’eleganza, alle gare storiche o all’inserimento nelle più raffinate collezioni Porsche, la 550A-0141 incarna la genialità ingegneristica, il pedigree agonistico e il fascino intramontabile che definiscono la leggendaria 550A Spyder.
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