Rispetto all'anno precedente, i modelli del 1966 presentavano alcuni miglioramenti significativi, tra cui i carburatori Weber, che sostituivano quelli Solex inizialmente complessi. Altre modifiche riguardavano le sospensioni, ora migliorate con i famosi "rinforzi" sul paraurti anteriore (in sostanza, pesi di piombo per ridurre il sottosterzo) e una leva del cambio non più derivata dalla 356.
Questo esemplare uscì dalla catena di montaggio il 5 agosto 1966, uno degli ultimi prodotti per il mercato svizzero, e fu consegnato due settimane dopo al suo primo proprietario a Zurigo. L'auto rispecchiava la sua configurazione attuale: rosso Polo con interni neri e sedili centrali in tessuto pied-de-poule. L'unico optional era il riscaldamento ausiliario Webasto.
Dopo circa 25 anni in Svizzera, l'auto è stata acquistata in Italia da un concessionario di Ravenna, poi trasferita a Bologna, dove ha ottenuto l'attuale immatricolazione. Ha avuto due proprietari, entrambi conosciuti tra loro: il primo per 6 anni e il secondo per oltre 25 anni.
Nel corso del tempo, l'auto è stata sottoposta a un restauro negli anni '90, seguito da una manutenzione regolare, poiché l'ultimo proprietario l'ha guidata in tutta Europa senza alcun problema. Ciò dimostra che l'auto è sia un piacere da guidare quotidianamente sia affidabile per le lunghe distanze.
Il motore a 6 cilindri eroga 130 cavalli, più che sufficienti per dare soddisfazioni inaspettate sia nella guida sportiva che nei trasferimenti autostradali: con i suoi tipici carburatori Solex è brillante, grazie a una completa ricostruzione che ha seguito tutti i miglioramenti apportati nel corso degli anni. Anche il cambio 901, tipicamente con schema "dog-leg", è stato completamente revisionato. L'assetto delle sospensioni, montate su cerchi da 4,5 pollici - con finitura cromata - e pneumatici Pirelli CN36, rendono questa 911 tra le più divertenti e vivaci da guidare su strade tortuose: è una 911 dalla quale non vorresti mai scendere. Chi scrive ne ha avuta una per molto tempo, utilizzata quasi come "auto di tutti i giorni" con piacevoli soddisfazioni!
Una delle principali peculiarità della 911 2000 del 1965 è l'interno: gli indicatori verdi, il volante in legno abbinato al cruscotto caratterizzano i primi due anni di produzione, in combinazione con i comodi sedili rifiniti in skai e tessuto - per viaggiare meglio anche d'estate - e il tappeto in velluto a completare un interno familiare agli appassionati del modello, ma con note rare e speciali dedicate.
Kardex, CRS ASI e libretto di circolazione disponibili. Auto visibile su appuntamento a Bologna.
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La prima, la mamma di una stirpe di successo. Con i suoi pregi (tanti) e difetti (qualche vizio di gioventù), la 911 2000 incarna il vero DNA che Porsche porta avanti da 60 anni sul suo modello di punta. E’ una vera Gran turismo, una sportiva adatta per l’uso quotidiano, con la quale nel fine settimana si poteva andare a correre. Dal teatro alla pista, come recitava la pubblicità. Rispetto all’anno precedente, gli esemplari costruiti nel 1966 portavano alcune importanti migliorie tra cui i carburatori Weber, in luogo dei Solex, inizialmente piuttosto complessi nella messa a punto; le altre modifiche riguardano l’assetto, ora migliorato con i famosi “rinforzi” del paraurti anteriore (altro non erano che delle zavorre di piombo per diminuire il sottosterzo) e la leva del cambio non più di derivazione 356.
Questo esemplare è uscito dalla catena di montaggio il 5 agosto 1966, uno degli ultimi, prodotto per il mercato svizzero e consegnato due settimane dopo al primo proprietario di Zurigo. L'auto rispecchiava la configurazione attuale, rossa con interni neri e pied-de-poule centrale. Unico optional il riscaldamento supplementare Webasto.
Dopo circa 25 anni trascorsi nella repubblica elvetica, l'auto è stata acquistata in Italia da un commerciante di Ravenna, per poi passare a Bologna dove ha acquisito l'attuale targa e ha avuto due proprietari, entrambi conosciuti, uno per 6 e il secondo per oltre 25 anni.
Nel tempo l’auto è stata sottoposta ad un restauro negli anni ’90, seguito da una costante manutenzione, dal momento che l’ultimo proprietario ci ha viaggiato senza problemi in mezza Europa. A testimonianza del fatto che l’auto è piacevolissima sia per la guida quotidiana ma anche affidabile per le lunghe distanze.
I 6 cilindri del motore erogano 130 cavalli che sono più che sufficienti per regalare inattese soddisfazioni sia nella guida sportiva che nei trasferimenti autostradali: con i migliorati carburatori Weber, ed alcune migliorie per l’utilizzo frequente, l’auto non ha bisogno di particolari interventi. L'assetto, montato su cerchi da 4,5 pollici e pneumatici Pirelli CN36, rende questa 911 una delle più divertenti e vivaci nella guida su tratti misti e anche sulla neve: è una 911 dalla quale non si avrebbe mai voglia di scendere!
Chi scrive ne ha avuta una per lungo tempo, gemella di questa essendo dello stesso ex proprietario, utilizzata quasi come "daily driver" con piacevoli soddisfazioni.
Una delle principali peculiarità della 911 2000, prima serie, sono gli interni: gli strumenti verdi, il volante in legno combinato con il cruscotto caratterizzano i primi due anni di produzione, in combinazione con i sedili confortevoli rifiniti in skai e tessuto – per viaggiare meglio anche in estate – e la moquette velour a completamento di un abitacolo familiare per gli appassionati del modello, ma con note decisamente rare e speciali.
Disponibile Kardex, CRS ASI e libretto di circolazione. Targa con provincia personalizzata 911.
Auto visibile previo appuntamento a Bologna.
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