La BTR, acronimo di Gruppe B Turbo RUF, segnò il momento in cui l’azienda di Alois Ruf Jr. passò dall’essere un acclamato preparatore Porsche a diventare un vero e proprio costruttore automobilistico. In seguito al riconoscimento ufficiale da parte del governo tedesco nel 1981, RUF iniziò a costruire automobili complete partendo da scocche Porsche in bianco, ciascuna delle quali recava il proprio numero di telaio W09 anziché la consueta designazione WP0 di Stoccarda. La BTR divenne la prima espressione di quella nuova identità, abbinando un motore boxer a sei cilindri turbo da 3,4 litri completamente riprogettato al rivoluzionario cambio a cinque marce di RUF — un vantaggio importante in un’epoca in cui la stessa Porsche 930 Turbo era ancora limitata a sole quattro marce in avanti.
Anziché sostituire completamente il modello, la RUF ha continuamente perfezionato la BTR per tutta la durata della sua produzione. La BTR I originale introdusse la formula con l’iniezione meccanica Bosch K-Jetronic e 374 horsepower, una combinazione che le valse il titolo di «World’s Fastest Car» (l’auto più veloce del mondo) assegnato da Road & Track nel 1984, con una velocità massima testata che sfiorava i 190 mph. La BTR II seguì con un turbocompressore KKK K27 più grande per una maggiore potenza e prestazioni migliori ai regimi medi, mentre la BTR III rappresentò l’evoluzione definitiva del modello. La sua centralina Bosch Motronic, calibrata da RUF, erogava 408 horsepower con una guidabilità notevolmente migliorata, e gli acquirenti potevano inoltre optare per il cambio manuale a sei marce dell’azienda e ulteriori aggiornamenti al telaio e ai freni derivati dalla leggendaria CTR “Yellowbird”. Il risultato non fu un nuovo modello, ma l’espressione pienamente realizzata dell’auto che ha consolidato la reputazione di RUF come primo costruttore al mondo di supercar basate su Porsche.
Tra gli ultimi esemplari della massima evoluzione della BTR figura questa BTR III Cabriolet estremamente speciale. Realizzata partendo da una scocca grezza e dotata del numero di telaio RUF W09, questa Turbo Wide Body Cabriolet, secondo la scheda tecnica fornita da RUF, è rifinita nella rara tonalità Iris Blue Metallic con interni in pelle Dark Blue altrettanto rari. Come è tipico di RUF, la realizzazione è stata altamente personalizzata con 17 opzioni. I suoi famosi cerchi RUF Speedline Denloc a cinque razze sono stati rifiniti in tinta con la carrozzeria, mentre gli spoiler anteriori e posteriori sono ripresi dalla famosa CTR Yellowbird, così come l’impianto frenante ad alte prestazioni. Ulteriori opzioni per le prestazioni includono ammortizzatori RUF Bilstein Sport, barre antirollio RUF Sport, barra di rinforzo anteriore e un serbatoio RUF da 105 litri (27,7 galloni). Naturalmente, il tutto è supportato dal famoso e potente motore turbo RUF da 3,4 litri e 408 cavalli con il suo caratteristico sistema di scarico a quattro terminali: il motore fornisce la potenza, mentre il cambio a sei marce RUF «R50.50» la sfrutta in modo efficace.
Nonostante tutte queste prestazioni, l’abitacolo è un ambiente accogliente, con pelle e moquette blu scuro, oltre a climatizzatore opzionale, parabrezza con parte superiore oscurata, chiusura centralizzata, alzacristalli elettrici e volante a quattro razze con mozzo rialzato. Il conducente e il passeggero sono coccolati dagli estremamente comodi sedili sportivi Recaro C-Classic regolabili elettricamente, anch’essi rivestiti in pelle blu scuro abbinata, mentre davanti a loro un tachimetro da 350 km/h e un manometro della pressione di sovralimentazione da 1,5 bar sostituiscono l’orologio di serie.
Una volta completata, l’auto è stata fatturata il 14 giugno 1991 ed esportata in Giappone, dove sarebbe rimasta per i successivi 31 anni. Immatricolata per la prima volta nel settembre 1991, i dettagliati registri di proprietà giapponesi documentano il chilometraggio e la catena di proprietà dell’auto, a partire da Osaka con Ishida Engineering. I timbri del libretto di manutenzione con note dettagliate e le fatture rivelano tre decenni di cura e dedizione che hanno incluso interventi sul motore, ispezioni regolari e interventi di manutenzione generale. Nel febbraio 2022, l’auto è stata esportata con circa 41.100 km (circa 25.500 miglia).
Dopo l’arrivo negli Stati Uniti, la BTR III Cabriolet è stata sottoposta a ulteriori interventi: le fatture in archivio documentano una pulizia approfondita e un leggero restauro estetico del sottoscocca. Più tardi nello stesso anno, l’auto è stata acquistata dal venditore e affidata agli specialisti di Zweck per un’ispezione, un collaudo su strada, una pulizia con ghiaccio secco e il ricambio dei liquidi.
Oggi, questa BTR III Cabriolet straordinariamente originale e ben conservata viene proposta con soli 45.625 chilometri (circa 28.350 miglia) al momento della catalogazione, conservando il motore con numeri corrispondenti e l’ultra-rara trasmissione RUF a sei marce. Una delle ultime evoluzioni del modello che ha consacrato RUF come costruttore di livello mondiale, questo esemplare unisce il fascino della guida all’aria aperta della Cabriolet alle specifiche di punta della BTR, inclusi numerosi componenti derivati dalla CTR. Corredata da una copia del «Zertifikat» rilasciato da RUF, dalla registrazione giapponese, dai registri di manutenzione e dalle fatture che documentano la recente manutenzione, questa eccezionale RUF con telaio W09 rappresenta non solo uno degli esemplari più altamente equipaggiati e accuratamente documentati della sua epoca, ma anche l’espressione definitiva proprio del modello che ha inaugurato la leggendaria serie W09.