Fondata a Francoforte dalla carismatica e instancabilmente creativa coppia di coniugi Rainer e Kathrin Buchmann, bb-Auto Exclusiv è emersa durante l’epoca d’oro del tuning tedesco. I Buchmann lavoravano principalmente con le Porsche per un semplice motivo: come affermava Rainer, Porsche «costruiva le auto più affidabili e di alta qualità». Partendo da queste basi eccezionalmente solide, hanno creato straordinari esemplari unici che si distinguevano per carrozzerie su misura, interni sontuosi, audaci combinazioni di colori e una tecnologia che sembrava — e spesso lo era davvero — in anticipo di decenni sui tempi.
Sono stati pionieri nel campo dei cruscotti digitali e dei volanti multifunzione, hanno introdotto la chiusura centralizzata delle portiere e i sensori di parcheggio, hanno sviluppato tetti rigidi elettrici in acciaio e conversioni con muso piatto, e hanno sperimentato finiture perlescenti molto prima che tali idee diventassero comuni. Sotto molti aspetti, bb-Auto stava immaginando l’automobile del domani mentre l’industria tradizionale stava ancora costruendo l’auto di oggi.
Questa straordinaria conversione della 928 Cabriolet realizzata da bb-Auto è rifinita in un blu brillante che ricorda l’Arrow Blue di Porsche. Lo spoiler anteriore caratteristico di bb conferisce all’auto un aspetto più deciso, mentre gli esterni di grande impatto preparano il terreno per interni straordinari. Rivestito in pelle blu vivace con un suggestivo trattamento bicolore, l’abitacolo presenta sedili Recaro C personalizzati, un cruscotto bb su misura e il notevole quadro strumenti digitale DINFOS. Insieme, questi elementi creano un’atmosfera quasi interstellare e futuristica: una visione insolitamente precoce dell’automobile digitale, molto prima che tale tecnologia diventasse di uso comune.
Per i collezionisti interessati ai capitoli significativi della storia del tuning automobilistico, questa è ben più di una semplice Porsche modificata. È una testimonianza di un’epoca in cui appassionati e preparatori ambiziosi sfidavano le convenzioni ed esploravano ciò che l’automobile poteva – e forse avrebbe dovuto – diventare.