Dal 1981, la RUF Automobile GmbH è riconosciuta dalle autorità tedesche come produttore indipendente a pieno titolo. Tale riconoscimento non è mai stato più pienamente concretizzato che nella SCR, che ha debuttato al Salone Internazionale dell’Auto di Ginevra del 2018 e ha reso omaggio alla leggendaria SCR originale che, circa quattro decenni prima, aveva contribuito a consolidare la reputazione di RUF.
La SCR è un progetto RUF concepito da zero in ogni senso significativo. La sua struttura è stata interamente progettata da zero e non si tratta di una «scocca grezza» fornita da Porsche. È costituita da una monoscocca in fibra di carbonio con telai spaziali anteriore e posteriore incollati alla vasca centrale e da un roll-bar integrato realizzato in acciaio ad alta resistenza. La carrozzeria in fibra di carbonio, ottimizzata dal punto di vista aerodinamico e modellata con l’ausilio dell’analisi della fluidodinamica computazionale, evoca la silhouette della 911 raffreddata ad aria, pur nascondendo una tecnologia che non deve nulla a Stoccarda. Le sospensioni su entrambi gli assi seguono una configurazione a doppio braccio oscillante con ammortizzatori azionati da aste di spinta in configurazione orizzontale, regolabili attivamente su due modalità di guida. La frenata è affidata a dischi in composito ceramico ventilati e forati trasversalmente sia all’anteriore che al posteriore; i dischi anteriori da 380 mm, azionati da pinze monoblocco a sei pistoncini, garantiscono quella frenata resistente al fading e ad alta modulabilità che le prestazioni dell’auto richiedono.
Montato dietro l’asse posteriore c’è un sei cilindri boxer da 4,0 litri aspirato, raffreddato ad acqua e con blocco in alluminio, che attinge alla tradizione della famiglia di motori derivati da Mezger. Sviluppa 510 horsepower a 8.270 rpm e 347 lb-ft di coppia a 5.760 rpm, con un regime massimo che arriva fino a 8.750 rpm. La trazione viene trasmessa alle ruote posteriori esclusivamente tramite un cambio manuale a sei marce con differenziale a slittamento limitato, preservando quella sensazione tattile e analogica dell’innesto che da tempo contraddistingue le migliori creazioni di RUF. Con un peso di soli 1.250 chilogrammi (2.756 libbre), il risultato è un’accelerazione da 0 a 62 mph in 3,4 secondi e una velocità massima di 199 mph, a testimonianza dell’eccezionale rapporto peso/potenza della SCR.
Sebbene ogni SCR sia configurata secondo i desideri dell’acquirente, il telaio numero 06011 appartiene a un ristretto gruppo di esemplari realizzati secondo quella che RUF definisce la specifica “Mary Stuart”, di cui si ritiene esistano solo sei esemplari, contraddistinti da un cofano posteriore personalizzato il cui spoiler a tutta larghezza avvolge i passaruota posteriori. Questo trattamento rende omaggio a uno degli esperimenti aerodinamici più suggestivi nella storia agonistica della Porsche. Nel 1973, il reparto corse della casa montò su diverse delle sue Carrera RSR ufficiali un’estensione avvolgente dello spoiler “ducktail” della Carrera RS, uno spoiler che ricordava talmente tanto il collare alto indossato da Maria Stuarda, regina di Scozia, da guadagnarsi il soprannome di “Mary Stuart”. Così equipaggiata, la RSR ufficiale “R6” conquistò la vittoria assoluta alla Targa Florio del 1973, mentre l’auto gemella “R7” si classificò quarta assoluta e vinse la propria classe alla 24 Ore di Le Mans di quell’anno. Sulla SCR, la coda “Mary Stuart” reinterpretata conferisce all’auto un aspetto inconfondibilmente ispirato alle competizioni, pur rimanendo perfettamente integrata nella carrozzeria in fibra di carbonio.
L’esterno è rifinito in una tonalità profonda e intensa di Paint to Sample Ultra Violet, una tonalità che varia tra il viola e l’indaco a seconda della luce e si adatta magnificamente al carattere retro-moderno della SCR. È abbinata a cerchi leggeri da 19 pollici a cinque doppie razze rifiniti in Titanium Grey opaco, una finitura che si ripete sui loghi RUF e sulla minigonna anteriore, mentre i perni del cofano a sgancio rapido fissano il paraurti anteriore e un impianto di scarico a tubi incrociati con controllo a valvola sfocia attraverso terminali rotondi della stessa tonalità. La casa produttrice ha inoltre applicato una pellicola protettiva per tutta la carrozzeria e un rivestimento ceramico prima della consegna.
All’interno, l’abitacolo è rivestito in Alcantara nera e grigia, con bordature dei cuscini in pelle Ultra Violet, impugnature in Alcantara grigia traforata e cuciture abbinate all’esterno; è dotato di una coppia di sedili avvolgenti Recaro con scocca in carbonio leggero firmati RUF, con trama in carbonio sfumato di viola, completati da cinture di sicurezza Sabelt. I loghi ricamati compaiono sul volante, sui poggiatesta e sulla mensola posteriore, quest’ultima recante la scritta “Mary Stuart”, mentre un indicatore delle ore 12 in Ultra Violet corona il volante. I pannelli delle portiere leggeri in fibra di carbonio a vista, un set coordinato di rivestimenti per il cruscotto in fibra di carbonio, le finiture interne verniciate in Titanium Grey opaco e una barra trasversale per le cinture di sicurezza a sei punti completano l’ambiente spartano, sottolineando l’attenzione maniacale di RUF alla riduzione della massa in tutta l’auto.
Il telaio 06011 si distingue anche per essere solo la seconda SCR importata negli Stati Uniti, arrivata nel maggio 2024 per fungere da veicolo dimostrativo ufficiale della SCR per RUF North America, la filiale statunitense del marchio con sede presso il Concours Club di Miami. Lì ha fatto il suo debutto in pista ed è stata esposta agli eventi del Concours Club, presentando in anteprima la SCR agli appassionati americani e attirando l’attenzione di numerosi media al suo arrivo.
Presentata in condizioni eccezionali e con appena 176 miglia all’attivo al momento della catalogazione, questa SCR unisce la straordinaria progettazione del modello, sviluppata da zero, a una configurazione ispirata alle competizioni automobilistiche che pochi esemplari vantano. Con il suo sei cilindri boxer aspirato e il cambio manuale a sei marce, la SCR è tra le auto da guida più pure dell’era moderna e, nella versione Mary Stuart in colore Ultra Violet, il telaio 06011 è sicuramente uno degli esemplari più distintivi e al contempo più completi.
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